Stiamo vivendo un momento particolare in cui potremmo dimenticarci completamente dell’analogico affidandoci totalmente alla tecnologia e, volendo, al solo smartphone: agenda, note, musica e fotografia, tutto in un solo dispositivo.

Eppure l’analogico non muore, continuiamo a cercare il fruscio del vinile sul piatto del giradischi o il click di una macchina fotografica a pellicola, nonostante ormai questa abbia dei costi quasi da bene di lusso! Ricordo con estrema nostalgia quando circa 13 anni fa sviluppare un rullino bianco e nero mi costava 2€.  Ogni oggetto diventa scrigno di ricordi, toccarlo, sentirne il profumo attiva dei flashback di momenti che sparirebbero nel nulla della memoria se non ci fosse qualcosa di materiale a cui legarli.

La carta scritta forse è l’unica in cui i ricordi e le sensazioni vengono esplicitate, che diventa compagna di viaggio, che questo sia intorno al mondo o quello di un momento particolare della nostra vita.

Ognuno di noi ha avuto un quaderno, un diario, in cui raccogliere brandelli di pensieri e piccoli cimeli, foglie, biglietti dei musei e del cinema, fino ad avere una sintesi di un attimo della propria esistenza. Alcune di queste sintesi sono diventate opere d’arte riconosciute, si pensi al Diario di Frida Kahlo che racchiude l’universo più intimo della pittrice tradotto in pensieri, poesie, sogni e disegni.

 

In altri casi i taccuini di viaggio hanno rappresentato la base della letteratura di viaggio. L’origine del cosiddetto “carnet de voyage” va ricercata in epoca illuministica e successivamente romantica, quando tanti intellettuali e artisti lo scelsero come supporto per carpire lentamente l’essenza più profonda dei luoghi e delle culture locali. Avete mai visto quanto è meraviglioso il quaderno di viaggio di Gaugin?

Quello che emerge è che in realtà il cosiddetto “Journaling” è una pratica molto più antica di quello che si pensa.

Da sarda non posso non pensare a Mare e Sardegna e immaginare D. H. Lawrence che scrive sul suo taccuino mentre attraversa la Sardegna su un piccolo convoglio ferroviario.

Meraviglia, stupore, felicità e tristezza si riflettono nei nostri diari ed è per questo che, nonostante tutto, non riusciremo mai a sostituire del tutto carta e penna. Tutti dovremmo avere un taccuino in cui esprimerci liberamente e permetterci di vivere ancora oggi, nonostante tutti gli impulsi contrari e i ritmi contemporanei accelerati, una personale e intima esperienza creativa.

 

 

Il taccuino ritratto nella prima foto lo trovate qui : https://www.manuche.it/negozio/postcards-from/taccuino-tascabile-nowhere-memories/

Mare e Sardegna  – D.H. Lawrence : https://www.ilisso.it/prodotto/mare-e-sardegna-3/

Stefano Faravelli è un grande artista che ha fatto del taccuino il proprio mezzo di espressione artistica http://www.stefanofaravelli.it