Era da diverso tempo che volevo tornare nella città che mi aveva ospitato come studentessa Erasmus poco più che ventenne e, approfittando di un’offerta Vueling, abbiamo deciso di regalarci 3 giorni a Granada.

Mentre arrivavo in centro mi chiedevo se mi sarei ricordata i posti in cui andavo a mangiare e le strade che percorrevo quotidianamente e appena scesa dall’autobus mi sono resa conto che dieci anni non erano passati invano e che mi sarei dovuta rassegnare a perdermi costantemente per le stradine dell’ Albaicín e del Realejo.

La città è indubbiamente cambiata, é diventata più turistica, molti bar e trattorie hanno cambiato look, come del resto é successo a tutta la Spagna, ma non fermandosi davanti al primo bar che ti offre caña + tapas a 1,50 € é ancora possibile ritrovare la Granada autentica, scambiare due parole con la gitana del Sacromonte che ti offre una birra per riprenderti dalla camminata in salita e che ti dice che lei i suoi figli li vuole crescere lì, lontano dal centro, come se la parte bassa rappresentasse un altro mondo.

Basta poco per tornare a casa col cuore e con gli occhi pieni.